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Il grande compositore al centro di una serata composita e interessante


La Camerata esalta Piazzolla re del tango



Occhio all'accento! Un conto è dire "tanghèro", inteso come ballerino di tango, e un altro conto è dire "tànghero", parola di ben diverso significato. Forse è stato per evitare ogni tipo di equivoco che i tanghèri presenti al Ridotto del teatro Comunale di Vicenza in occasione del concerto di Carnevale dedicato ad Astor Piazzolla non hanno aderito all'esortazione finale di danzare tutti insieme sulle fascinose note di "Libertango".
Nonostante la comprensibile defezione, la serata si è rivelata piacevole ed interessante grazie all'impegno di una nutrita schiera di artisti: la Camerata Musicale Vicentina diretta da Alessandro Boris Amisich con il violinista Stefano Antonello nel ruolo di solista, il baritono Andrea Zaupa e i ballerini di tango Jassica Lull e Emiliano Fernandez. Altrettanto vario il programma di scena, con le musiche di Piazzolla in primo piano ma con il gradevole intermezzo di altre arie meno elaborate ma altrettanto evocative della magia del celebre ballo argentino. Le melodie di Charlo, Enrique Francini, Mariano Mores hanno fatto da preludio alle belle canzoni ("Amapola", "El die que me quieras", "Volver", "La Paloma") che Andrea Zaupa - elegantissimo in giacca bianca, pantaloni neri, fusciacca e pochette rosso fuoco - ha eseguito con voce potente e sicura, accompagnato al pianoforte da Carlo Dalla Battista.
L'accostamento con altri musicisti ha messo in evidenza la forza del cambiamento che Astor Piazzolla ha impresso a questo genere musicale. Brani come "Oblivion", "Esqualo" e le sue Quattro Stagioni "porteñe", per non parlare del famosissimo "Libertango", raggiungono il livello della migliore musica classica senza rinunciare al sapore etnico da cui l'ispirazione prende avvio. La Camerata Musicale Vicentina ha valorizzato la qualità dei brani in scaletta con un'esecuzione impeccabile.
Sulle note delle melodie più conosciute sono apparsi sul palco i due danzatori argentini, coppia affiatatissima che ha aggiunto alla pietanza una gradevole speziatura esotica. I due interpretano il tango con la dovuta sensualità, senza però esagerare con i toni melodrammatici, favoriti in ciò dai sorrisi radiosi e dalle forme piacevolmente arrotondate di Jessica Lull. In controtendenza rispetto al canone della danzatrice di tango scheletrica, in tacchi altissimi, calze nere e sguardo assassino, Jessica propone con la sua giovane e spigliata avvenenza un'interpretazione più allegra e meno sofferta. Emiliano Fernandez, impettito come si deve, ha assecondato con bravura la sua partner.
Dopo gli applausi finali, il cast al completo ha concesso un bis sulle note di "Besame mucho" che ha definitivamente entusiasmato la platea.

Lino Zonin

VICENZA